Addetti al primo soccorso, come riconoscere un’emergenza

Home » Approfondimenti dedicati al primo soccorso » Addetti al primo soccorso, come riconoscere un’emergenza

Distinguere tra urgenza ed emergenza e valutare i tempi di interventi necessari in base alle sofferenze e alle lesioni riportate dall’infortunato.
Sono tra i requisiti indispensabili per poter svolgere al meglio l’attività di addetto al primo soccorso, una figura sempre più importante nell’ambito della gestione e organizzazione della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il tempo di intervento, come detto, gioca un ruolo cruciale in ogni intervento di tipo sanitario e da esso deriva la distinzione tra emergenza e urgenza: la prima si ha in caso di compromissione dei parametri vitali del paziente, ossia quando è in pericolo la sua stessa sopravvivenza; di urgenza invece si parla nel caso di una necessità di intervento tempestiva ma non immediata e quindi dilazionabile nel tempo.

La regola principale: i non addetti ai lavori, e quindi anche la figura di primo soccorso in azienda, non essendo professionisti del campo, devono sempre ricordarsi di chiamare subito, che si tratti di urgenza o emergenza, il personale qualificato del pronto soccorso.

Per distinguere in tempi rapidi urgenza ed emergenza il primo criterio è quello di valutare le sofferenze o la presenza di lesioni nel paziente, come perdita di conoscenza e amputazioni, tenendo comunque conto che altre possibili danni possono essere non sempre visibili dall’esterno, come nel caso delle emorragie interne.

Il secondo criterio da tener presente è quello dello scenario che fa da sfondo all’infortunio e le caratteristiche individuali del paziente. E’ chiaro che diventa fondamentale in questo caso valutare i rischi di un intervento in determinate condizioni di pericolo. In alcune situazioni l’eccessiva tempestività dell’intervento da parte di personale non qualificato può infatti peggiorare ulteriormente le condizioni di salute dell’infortunato e la stessa sicurezza del soccorritore.