Tutte le novità sui defibrillatori del decreto Balduzzi

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Il decreto ministeriale “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita” è stato recentemente firmato dal Ministro della Salute, Renato Balduzzi, di concerto con il Ministro per lo Sport, Piero Gnudi. In esso (adottato ai sensi dell’articolo 7, comma 11 del decreto Salute e sviluppo del 2012), sono contenute indicazioni provenienti dal gruppo di lavoro istituito dal Ministro Balduzzi nel febbraio scorso e dal corrispondente gruppo di lavoro del Consiglio superiore di sanità.
Il decreto Balduzzi sui defibrillatori nelle società sportive contiene anche disposizioni riguardanti i certificati per l’attività sportiva amatoriale e i certificati per l’attività sportiva non agonistica.

Quanto al primo aspetto, in particolare, sono fornite prescrizioni per i soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, che praticano attività amatoriale (ovvero non regolamentata da organismi sportivi e non occasionale).
Gli uomini fino a 55 anni e le donne fino ai 65, senza evidenti patologie e fattori di rischio, potranno essere visitati da un qualunque medico abilitato alla professione e il certificato emesso avrà valenza biennale.

Invece, i soggetti che presentano almeno due delle seguenti condizioni:
età superiore a 55 anni per gli uomini e 65 per le donne, ipertensione, fumo, ipercolesteloremia, ipertrigliceridemia, diabete di tipo II, obesità, familiarità per patologie cardiovascolari, dovranno essere visitati necessariamente da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport. Gli interessati dovranno sostenere un elettrocardiogramma a riposo e altri esami, se richiesto dal giudizio clinico, e il certificato dovrà essere rinnovato ogni anno.

Chi soffre di patologie croniche conclamate diagnosticate, dovrà rivolgersi a un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta, un medico dello sport o uno specialista di branca, che eseguirà esami e consulenze specifiche e rilascerà, secondo il caso, un certificato annuale o a valenza inferiore a un anno.

Il certificato dovrà essere esibito all’atto d’iscrizione o all’inizio delle attività all’incaricato della struttura.
L’obbligo della certificazione non è previsto per:

  • chi svolge un’attività amatoriale occasionale o saltuaria, chi ne esegue una in forma autonoma e al di fuori di contesti organizzati;
  • chi pratica un’attività con ridotto impegno cardiovascolare (bocce, biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, ginnastica per anziani e gruppi cammino);
  • chi si dedica ad attività ricreative quali il ballo o i giochi da tavolo.

Si raccomanda, tuttavia, un controllo medico prima dell’avvio dell’attività anche per questi ultimi.
Riguardo all’attività sportiva non agonistica, gli alunni alle prese con attività fisico-sportive (organizzate dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche), i partecipanti ai giochi sportivi studenteschi (nelle fasi precedenti a quella nazionale) e le persone che svolgono attività organizzate dal Coni o da società affiliate alle Federazioni o agli Enti di promozione sportiva, che non siano considerati atleti agonisti, dovranno sottoporsi a un controllo medico annuale da parte di un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport.

Tale visita dovrà comprendere la misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma a riposo. In caso di attività a elevato impegno cardiovascolare (competizioni podistiche oltre i 20 km, nuoto o sci o gran fondo di ciclismo) dovranno essere eseguiti accertamenti supplementari.

Infine, secondo quanto stabilito dal Decreto Balduzzi, in merito alla presenza dei defibrillatori, le società sportive dilettantistiche (ad eccezione di quelle con attività a ridotto impegno cardiocircolatorio) e quelle sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici, rispettivamente entro 30 e 6 mesi.
I relativi oneri sono a carico delle società che, possono associarsi in uno stesso impianto sportivo, oppure accordarsi con i gestori degli impianti perché siano loro a farsene carico.

Nel decreto Balduzzi si specifica, inoltre, la necessità che vi sia personale formato e pronto a intervenire e che il defibrillatore sia facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante. Specifici corsi di formazione sono erogati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni.
I Ministeri della Salute e dello Sport e il Coni s’impegnano a promuovere annualmente campagne di comunicazione sullo sport in sicurezza, nelle quali poter coinvolgere le società scientifiche di settore.